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Elio e Anna Rosa – La dolce follia

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  Dal diario di Elio – Di-vagando verso Nord Al ritmo lento del viandante, dopo i primi 400 km svizzeri lungo la Route 3, da Chiasso a Basilea , abbiamo attraversato il Reno come due comparse di una leggenda antica, e ci siamo catapultati in Germania , risalendo la Foresta Nera . Gli alberi qui sembrano ascoltare. Il silenzio è spesso e verde. La strada sale e scende come un respiro calmo. Pago meno la birra, pago meno il caffè, pago meno la spesa: sappiamo campare. Ci sappiamo accampare. Con poco, facciamo molto. Una padella, due cucchiai, e un tramonto che sazia. Anna Rosa oggi ha trovato dei mirtilli lungo il sentiero. Li abbiamo divisi come si dividono le piccole felicità: lentamente. I giorni passano e il tempo continua a svignarsela. Il caldo ci scioglie anche i pensieri, e un bagno freddo in un lago li rimette tutti insieme. Come se la testa trovasse finalmente una riva dove poggiarsi.                   ...
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  Giorno 5 – Svizzera 🇨🇭🇨🇭 Appunti dal taccuino di Elio Oggi è stato il primo giorno in cui ho sentito il silenzio della montagna entrare davvero sotto la pelle. Anche questa volta ho pensato... pardon, abbiamo pensato (dimentico troppo spesso di avere una complice) che qualunque pensiero abbiamo, questo è il miglior modo di portarlo a spasso. Dormire dove ti coglie la notte, mangiare quando ti sorprende la fame. Camminare, pedalare, per favorire la vista e il pensiero. Per attraversare spazi, per sentire, per conoscere, per essere. Il freddo qui è sincero, ti morde ma non tradisce. Abbiamo condiviso una cioccolata calda in un bar di legno che sembrava uscito da un libro. Anna Rosa rideva per niente, come solo lei sa fare. E mentre parlava con una signora che le offriva biscotti in dialetto svizzero-tedesco, io l’ho guardata e ho pensato che la vera destinazione è sempre stata lei . Abbiamo dormito in tenda sotto una pioggia leggera, il rumore perfetto per pen...

Premessa

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  Premessa Non sappiamo bene quando l’idea ha preso forma. Forse è nata in un pomeriggio qualunque, in quel silenzio che solo i sogni sanno fare quando bussano piano.    No, non era una fuga. Non era neppure solo un viaggio. Era una dichiarazione d’intenti , una promessa sottovoce fatta tra una salita a Castel Morrone e una sera passata a guardare il cielo cadere sopra i tetti. Abbiamo scelto la bici perché è lenta. Perché ti costringe a guardare. Perché non puoi saltare il paesaggio, devi attraversarlo. Abbiamo scelto il Nord perché ci sembrava lontano, perché non lo conoscevamo, perché il freddo ci incuriosiva e le luci ci attiravano. E abbiamo scelto insieme perché senza l'altro, nessun viaggio avrebbe avuto senso. Siamo partiti da Castel Morrone con le ruote che sfioravano l’asfalto come in sogno. Abbiamo preso un treno ad Aversa, direzione Milano. Da lì, il nostro vero viaggio è cominciato: pedalare verso la Norvegia , senza scadenze, senza aspettative, solo...